Il commento
di Bonfiglioli Consulting

La crisi mondiale: riflesso sui principali macroindicatori economici

Fonte: Global Macro Monitor di aprile 2010

I dati

Il momento economico attuale è altamente volatile se anche una primaria società di analisi di dati di mercato fatica a prevedere gli eventi con un solo mese di anticipo. In figura 1, sono riportati i principali indicatori macro economici a livello mondiale come andamento del PIL, andamento inflazione, tassi di cambio e costo del petrolio.


   

FIGURA 1

 FIGURA 2


E' evidente l'andamento debole del PIL nelle economie sviluppate raffrontate alla Cina o ad altre economie con crescita più veloce. L'andamento del PIL copre a malapena il tasso di inflazione e manca in questa tabella a nostro giudizio alcuni altri macro parametri come l'andamento della disoccupazione il deficit degli stati ed economie e l'indebitamento del sistema Bancario e individuale (che il parametro che più ha influito sulla crisi recente ed in corso).
Riguardo la volatilità solo 2 commenti ai dati principali: a fine aprile il tasso di cambio euro/dollaro puntuale era stimato a 1,40 (anno 2010) mentre nelle ultime 3 settimane è stato incontro ad 1.25 ed oggi 27 maggio è introno ad 1,22.

Il prezzo del barile stimato a circa 83 dollari medio (anno 2010) a raggiunto nelle ultime settimane quota 65.

Oltre alla difficoltà di previsione che rende quindi molto aleatoria ogni ipotesi di mercato, vorremmo introdurre anche alcuni commenti riguardanti l'utilizzo della capacità produttiva installata (dati europei a fine marzo 2010). In Figura 2, è riportato in grafico l'andamento dell'utilizzo della capacità produttiva negli ultimi 25 anni e si vede che a parte una leggera impennata nel primo quarter del 2010, nel 2009 tale utilizzo ha perso circa 15% percentuali su una media abbastanza stabile negli ultimi 20 anni.

Il commento

Nei paesi sviluppati la scarsità di domanda interna e la difficoltà delle esportazioni (appena facilitate recentemente in area euro per effetto dell'andamento dei cambi), si accoppia con l'eccesso di capacità produttiva installata facendo esplodere le difficoltà delle aziende anche associate alla crisi del credito.

In questo contesto crediamo che lavorare sulle operations per ridurre i costi di trasformazione e lavorare sulla capacità di innovazione e di risposta veloce al mercato non sia più solo una opportunità ma una stringente NECESSITA'.

Le logiche LEAN che tendono ad estrarre il maggior valore aggiunto dagli investimenti effettuati  e lavorano sulla "messa a flusso" delle operations proprio per minimizzare il tempo di attraversamento sono tra le poche tecnologie organizzative a impatto reale in una situazione come quella contingente.