Il commento
di Bonfiglioli Consulting
(di Mario Barone, Consulente esperto)

In tema di crisi

"Una crisi è la più grande benedizione che può capitare ai popoli e ai paesi perché tutte le crisi portano progresso.
La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo in cui il giorno nasce dalla notte oscura.
E' dalla crisi che nasce l'inventiva così come le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi attribuisce alla crisi i propri insuccessi inibisce il proprio talento e dimostra di essere interessato più ai problemi che alle soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide e senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non ci sono meriti: è dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno poiché senza crisi ogni vento è una carezza.
Parlare della crisi significa promuoverla mentre non nominarla vuol dire esaltare il conformismo.
Piuttosto lavoriamo duro !
Finiamola, una volta per tutte, con l'unica crisi che ci minaccia: cioè la tragedia di non voler lottare per superarla. "

Albert Einstein

Nato a Ulm (Germania) nel 1879 - morto a Priceton (USA) nel 1955.
Fisico.
Studi a Monaco, in Italia e a Zurigo.
Direttore dell'Istituto di Fisica "Kaiser Wilhelm di Berlino".
Con l'avvento del nazismo si trasferì negli USA dove divenne professore all'Institute for avances study di Princeton.
Nel 1916 enunciò la teoria della relatività generale che gli valse il Premio Nobel nel 1921. E' tuttora riconosciuto "padre della fisica moderna".
Pacifista convinto.  Dopo la guerra prese più volte posizione contro le armi nucleari a favore del disarmo.


Il commento

A quanto pare ci sono state nel passato altre crisi importanti al punto da "scomodare" cervelli come quello di Albert Einstein.
Le crisi non hanno tutte una stessa matrice:  possiamo infatti dire di esser certi che le funamboliche e spregiudicate operazioni finanziarie che hanno innescato il regresso dell'attuale sistema economico non siano cause comuni con quelle che portarono allo stato di crisi generale del dopoguerra.
Ma sembra anche altrettanto evidente che sia sempre lo stesso il modo di affrontare una crisi qualunque essa sia e qualsivoglia siano le sue origini.
Dalla frase di Albert Einstein traspare una ferma convinzione: uno stato di crisi è "un'opportunità" e non "una calamità": ma forse non per tutti.
Prendiamo, ad esempio, le ormai numerose aziende costruite solo sulla scaltrezza e sulla furberia di tanti neo-imprenditori: esse basano le loro fortune unicamente su operazioni finanziarie non trasparenti mettendo in moto tanto denaro cui spesso non corrisponde alcun prodotto o servizio reale. Si servono di abili "manager" che sanno tutto sulla facilità di elusione di leggi e regolamenti ma che nulla conoscono in termini di organizzazione e di imprenditorialità dedita allo sviluppo.
Tali imprese come si comportano di fronte ad una crisi di portata mondiale come quella che stiamo vivendo dal 2009?  E' semplice: spariscono! Spesso portandosi dietro enormi capitali fagocitati dall'ingordo sistema economico privo di corrette e trasparenti regole, ma ricco in termini di cifre movimentate e carpite, quasi sempre con "cattiva fede", a risparmiatori e ad imprenditori onesti.
Cosa volete mai che simili persone o simili strutture accettino "sfide" o "cerchino soluzioni" ?  Non è questo il loro stile di fare impresa !

Innanzitutto Albert Einstein si rivolge a ben altro tipo di individui: a persone oneste e corrette dal punto di vista umano ed imprenditoriale.
In secondo luogo credo che preannunci una filosofia che è, e sempre sarà, alla base dello sviluppo imprenditoriale: credere nel futuro e nella forza della creatività che ha consentito, negli ultimi 50 anni, una rapida e positiva crescita basata su sfide tecnologiche ed organizzative sempre orientate al miglioramento non solo di prodotti e servizi, ma anche di ambiente e di qualità della vita.
Quali suggerimenti dunque possiamo trarre dalle parole del grande fisico che fu Premio Nobel e pacifista convinto?
Pensiamo proprio adesso, in questi tempi di crisi, allo sviluppo delle nostre imprese!
E' questo il momento in cui dobbiamo raccogliere una nuova sfida per proiettare le nostre aziende nel futuro. Molti importanti cervelli stanno dicendo che il mondo imprenditoriale sta cambiando in modo tanto profondo al punto tale che nulla tornerà come prima.
Bene!  Siamo pronti a trasformare il nostro modo di gestire le imprese?
Stiamo affilando le armi per contrastare situazioni potenzialmente pericolose?
Ci stiamo riorganizzando per combattere con la concorrenza sul piano della competitività, della snellezza delle strutture e dei sistemi di gestione?
Ricordiamoci che il rapido sviluppo degli scorsi anni ha consentito di sperimentare nuove tecniche di gestione che sono alla base del successo di molte imprese "vere" che hanno investito per vedere proiettati nel futuro i risultati delle attività di oggi.
Pensiamo ai vantaggi di operare in un impresa snella, priva di orpelli e di pesanti burocrazie e dove la mente umana e la sua prontezza sono realmente al timone dell'azienda.  Esistono tecniche  che permettono l'eliminazione di una grandissima quantità di sprechi che sappiamo essere la grave causa di perdita di competitività sia di fronte alla concorrenza che nei confronti di un pubblico utente di beni e servizi che hanno elevatissimi costi assolutamente non giustificati.  Il Lean Thinking è certamente la tecnica di gestione dei processi che fornisce maggiori garanzie di successo data la lunga esperienza nelle sue applicazioni e le infinite possibilità di analisi e di pianificazione delle soluzioni.
Credo sia questa la "lotta" per superare la crisi dei nostri tempi cui si riferisce Albert Einstein.
Occorre solo coraggio, forza d'animo e convinzione:  le tecniche e gli adeguati metodi di gestione esistono!
Applichiamoli con fermezza: il successo arriverà senza incertezze.