Il commento"Una crisi è la più grande benedizione che può capitare ai popoli e ai paesi perché tutte le crisi portano progresso.
La creatività nasce dalle difficoltà nello stesso modo in cui il giorno nasce dalla notte oscura.
E' dalla crisi che nasce l'inventiva così come le scoperte e le grandi strategie.
Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato.
Chi
attribuisce alla crisi i propri insuccessi inibisce il proprio talento e
dimostra di essere interessato più ai problemi che alle soluzioni.
Senza crisi non ci sono sfide e senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
Senza crisi non ci sono meriti: è dalla crisi che affiora il meglio di ciascuno poiché senza crisi ogni vento è una carezza.
Parlare della crisi significa promuoverla mentre non nominarla vuol dire esaltare il conformismo.
Piuttosto lavoriamo duro !
Finiamola, una volta per tutte, con l'unica crisi che ci minaccia: cioè la tragedia di non voler lottare per superarla. "
Albert Einstein
Nato a Ulm (Germania) nel 1879 - morto a Priceton (USA) nel 1955.
Fisico.
Studi a Monaco, in Italia e a Zurigo.
Direttore dell'Istituto di Fisica "Kaiser Wilhelm di Berlino".
Con l'avvento del nazismo si trasferì negli USA dove divenne professore all'Institute for avances study di Princeton.
Nel
1916 enunciò la teoria della relatività generale che gli valse il
Premio Nobel nel 1921. E' tuttora riconosciuto "padre della fisica
moderna".
Pacifista convinto. Dopo la guerra prese più volte posizione contro le armi nucleari a favore del disarmo.
A quanto pare ci sono state nel passato altre crisi importanti al punto da "scomodare" cervelli come quello di Albert Einstein.
Le
crisi non hanno tutte una stessa matrice: possiamo infatti dire di
esser certi che le funamboliche e spregiudicate operazioni finanziarie
che hanno innescato il regresso dell'attuale sistema economico non siano
cause comuni con quelle che portarono allo stato di crisi generale del
dopoguerra.
Ma sembra anche altrettanto evidente che sia sempre lo
stesso il modo di affrontare una crisi qualunque essa sia e qualsivoglia
siano le sue origini.
Dalla frase di Albert Einstein traspare una
ferma convinzione: uno stato di crisi è "un'opportunità" e non "una
calamità": ma forse non per tutti.
Prendiamo, ad esempio, le ormai
numerose aziende costruite solo sulla scaltrezza e sulla furberia di
tanti neo-imprenditori: esse basano le loro fortune unicamente su
operazioni finanziarie non trasparenti mettendo in moto tanto denaro cui
spesso non corrisponde alcun prodotto o servizio reale. Si servono di
abili "manager" che sanno tutto sulla facilità di elusione di leggi e
regolamenti ma che nulla conoscono in termini di organizzazione e di
imprenditorialità dedita allo sviluppo.
Tali imprese come si
comportano di fronte ad una crisi di portata mondiale come quella che
stiamo vivendo dal 2009? E' semplice: spariscono! Spesso portandosi
dietro enormi capitali fagocitati dall'ingordo sistema economico privo
di corrette e trasparenti regole, ma ricco in termini di cifre
movimentate e carpite, quasi sempre con "cattiva fede", a risparmiatori e
ad imprenditori onesti.
Cosa volete mai che simili persone o simili
strutture accettino "sfide" o "cerchino soluzioni" ? Non è questo il
loro stile di fare impresa !
Innanzitutto Albert Einstein si rivolge a ben altro
tipo di individui: a persone oneste e corrette dal punto di vista umano
ed imprenditoriale.
In secondo luogo credo che preannunci una
filosofia che è, e sempre sarà, alla base dello sviluppo
imprenditoriale: credere nel futuro e nella forza della creatività che
ha consentito, negli ultimi 50 anni, una rapida e positiva crescita
basata su sfide tecnologiche ed organizzative sempre orientate al
miglioramento non solo di prodotti e servizi, ma anche di ambiente e di
qualità della vita.
Quali suggerimenti dunque possiamo trarre dalle parole del grande fisico che fu Premio Nobel e pacifista convinto?
Pensiamo proprio adesso, in questi tempi di crisi, allo sviluppo delle nostre imprese!
E'
questo il momento in cui dobbiamo raccogliere una nuova sfida per
proiettare le nostre aziende nel futuro. Molti importanti cervelli
stanno dicendo che il mondo imprenditoriale sta cambiando in modo tanto
profondo al punto tale che nulla tornerà come prima.
Bene! Siamo pronti a trasformare il nostro modo di gestire le imprese?
Stiamo affilando le armi per contrastare situazioni potenzialmente pericolose?
Ci
stiamo riorganizzando per combattere con la concorrenza sul piano della
competitività, della snellezza delle strutture e dei sistemi di
gestione?
Ricordiamoci che il rapido sviluppo degli scorsi anni ha
consentito di sperimentare nuove tecniche di gestione che sono alla base
del successo di molte imprese "vere" che hanno investito per vedere
proiettati nel futuro i risultati delle attività di oggi.
Pensiamo ai
vantaggi di operare in un impresa snella, priva di orpelli e di pesanti
burocrazie e dove la mente umana e la sua prontezza sono realmente al
timone dell'azienda. Esistono tecniche che permettono l'eliminazione
di una grandissima quantità di sprechi che sappiamo essere la grave
causa di perdita di competitività sia di fronte alla concorrenza che nei
confronti di un pubblico utente di beni e servizi che hanno
elevatissimi costi assolutamente non giustificati. Il Lean Thinking è
certamente la tecnica di gestione dei processi che fornisce maggiori
garanzie di successo data la lunga esperienza nelle sue applicazioni e
le infinite possibilità di analisi e di pianificazione delle soluzioni.
Credo sia questa la "lotta" per superare la crisi dei nostri tempi cui si riferisce Albert Einstein.
Occorre solo coraggio, forza d'animo e convinzione: le tecniche e gli adeguati metodi di gestione esistono!
Applichiamoli con fermezza: il successo arriverà senza incertezze.



